Bella Attrezzatura Bella Foto?

Esiste questo luogo comune in molte community fotografiche dove il celolunghismo di alcuni si tramuta in questa regola non scritta:

Bella Attrezzatura = Bella Foto

Che possa servire un’attrezzatura particolare per realizzare foto di un certo tipo è al di fuori di ogni dubbio, che l’attrezzatura stessa permette di fare foto belle in automatico, decisamente no.

Eppure perchè quando molti osservano una bella foto danno il merito all’attrezzatura, hai notato?
Eppure perchè quando si acquista dell’attrezzatura ci si vanta come se, di conseguenza, le foto uscissero subito più belle?

E’ un feticcio, una semplice estensione di se stessi: ho la Ferrari quindi sono.
Una regola ancestrale della società moderna che si spalma un pò in tutti i settori, non esclusa la fotografia.

Certo, è più semplice investire 500/1000€ ed ottenere SUBITO senza fatica uno “status” riconoscibile
Certo, è più impegnativo fare quello che davvero potrebbe fare la differenza nella tua fotografia: studiare, applicare, anzichè solo… Comprare attrezzatura.

Inoltre l’attrezzatura con un pò di soldi possono prenderla tutti, non tutti invece sono capaci di studiare ed applicarsi.

Per questo motivo avrebbe più senso vantarsi della seconda ipotesi più che della prima, non trovi?

Ma non perchè abbiano degli impedimenti pratici, solo mentali. Sono convinti che acquistando attrezzatura parallelamente salga la loro bravura.
Nulla di più sbagliato.

La soluzione? E’ così banale che è disarmante: investi in didattica.

Un libro, un videocorso, un corso dal vivo, un workshop: costa assai di meno che l’attrezzatura e genera una spinta di miglioramento così elevata che valle 1000 volte quanto possiedi fisicamente.

Perchè quindi si continua a scrivere nei gruppi Facebook o nei forum “guarda cosa ho comprato” , con tanto di foto della confezione come controprova di potere (lo shcatolo!) e di contro non si legge mai una frase del tipo:
“Oggi ho studiato per xx ore il tal libro”
Oggi ho applicato questa tecnica e…”

Anche accanto alle foto sentiamo l’esigenza di mettere la marca ed il modello della fotocamera, che sono significativi alla creazione della foto tanto quanto lo è la marca della pentole per realizzare un buon piatto in cucina.

La cosa triste è che questo modus operandi appaga chi scrive ma, senza che lui se ne accorga, lo fa apparire ancora più ridicolo agli occhi di chi legge.

Ti faccio un esempio pratico: se fai una foto di melma ma ci scrivi accanto “Super Nikon Canon D5X V2 Turbo 16Vongole” e lente “Carl Zeiss Barry Lindon F/0.9 Bionic Space Cowboy” ottieni pure un effetto peggiore, perchè chi vede la foto (di melma) penserà “Ah, nemmeno con questa attrezzature ha fatto una foto decente”

Non fai altro che alzare le aspettative e, al contrario, se la foto è bella è come se dichiarassi “Merito dell’attrezzatura”

Sotto un Picasso non troverai scritto la marca di pennelli che ha utilizzato e questo rende, paradossalmente, il dipinto ancora più interessante.

Quindi, il celolunghismo fotografico spero tu abbia capito che è parte della morte qualitativa fotografica, almeno per coloro i quali la foto rappresenta ancora uno strumento di comunicazione intrinseco e non l’accessorio.

L’accessorio è il mezzo, la fotocamera, la lente e lasciatelo dire con un paragone culinario…

Se sai cucinare un buon piatto con una semplice padella, allora si, il genio sei tu!